Organigramma dello studio dentistico: ruoli, schemi per dimensione, contratti e come trattenere il team

Autore: Daniela Agosta Del Forte

L’organigramma dello studio dentistico è lo schema che dice chi fa cosa e chi risponde a chi, dalla poltrona alla segreteria. Serve anche allo studio con quattro persone, perché è proprio lì che i ruoli si sovrappongono e le cose “le fa chi c’è”. Sotto trovi le figure del team, tre schemi tipo, la tabella completa dei minimi del CCNL Studi professionali e un metodo per misurare il turnover.

Cos’è l’organigramma dello studio dentistico e a cosa serve

È una mappa dei ruoli. Da una parte la gerarchia: a chi riferisce l’ASO, chi decide le ferie della segreteria, chi approva un acquisto. Dall’altra le funzioni: chi presidia l’agenda, la sterilizzazione, il magazzino, i pagamenti. Lo schema si disegna per ruoli, non per nomi: se domani una persona se ne va, il ruolo resta.

Perché serve anche allo studio piccolo

Nello studio con un titolare, due ASO e una segretaria l’organigramma sembra superfluo: si conoscono tutti. I problemi però nascono proprio lì:

  • due persone fanno la stessa cosa e nessuno fa un’altra (gli ordini al deposito, per esempio);
  • quando qualcuno è in ferie o in malattia nessuno sa chi lo sostituisce;
  • la nuova assunta impara “guardando”, e impara anche gli errori;
  • tutto passa dal titolare, che passa la giornata a rispondere a domande organizzative tra un paziente e l’altro.

Uno schema di una pagina, con un responsabile e un sostituto per ogni attività, risolve buona parte di questi problemi.

Organigramma e mansionario: la differenza

L’organigramma dice chi risponde a chi. Il mansionario dice cosa fa ogni ruolo, con quali responsabilità e con quale autonomia. Un esempio di riga di mansionario per la segreteria: “Conferma telefonica o via messaggio degli appuntamenti del giorno successivo entro le 17; in caso di disdetta propone lo slot ai pazienti in lista d’attesa; segnala ogni giorno i buchi rimasti all’office manager”. Una pagina per ruolo basta.

L’organigramma è uno degli strumenti dell’organizzazione dello studio dentistico, insieme ai protocolli operativi per area.

Quali sono le figure di uno studio dentistico e cosa fa ciascuna?

Il titolare

Ha un ruolo imprenditoriale distinto da quello clinico: decide budget, assunzioni, listino, obiettivi. Nello studio piccolo è quasi sempre anche il principale clinico, e il rischio è che il ruolo di imprenditore sparisca sotto l’agenda. Le differenze tra studio individuale, associato e società sono spiegate nella guida su studio associato, srl o stp.

Il direttore sanitario

Ha la responsabilità igienico-sanitaria e organizzativa della struttura. Quando è richiesto, chi può esserlo e quali obblighi ha dipende dalla forma giuridica dello studio e dalla normativa regionale. Anche il compenso dipende da questi fattori e dal carico di lavoro: non esiste una cifra standard. Requisiti e compiti sono nella guida al direttore sanitario dello studio dentistico.

Gli odontoiatri collaboratori

Sono spesso liberi professionisti con partita IVA, presenti alcuni giorni a settimana; gli specialisti (ortodontista, chirurgo, endodontista) lavorano a giornate. L’odontoiatra ha una laurea propria in Odontoiatria e protesi dentaria, prevista dalla legge 409 del 1985, ed è iscritto all’albo degli odontoiatri. Nell’accordo con il collaboratore vanno scritti giorni e poltrone, compenso o percentuale, uso di materiali, personale e laboratorio, e chi decide sull’agenda. Nello schema il collaboratore risponde al direttore sanitario per gli aspetti clinici.

L’igienista dentale

È una professione sanitaria con laurea. Secondo il profilo (D.M. 137/1999) svolge prevenzione e igiene orale su indicazione degli odontoiatri. Può essere dipendente o libero professionista, ma, come ricorda il parere della CAO nazionale, non può aprire uno studio di igiene senza un odontoiatra. Nello schema risponde all’odontoiatra o al direttore sanitario. Iscrizione e albo professionale sono nella guida all’albo degli igienisti dentali.

L’assistente di studio odontoiatrico (ASO)

È un operatore di interesse sanitario con una qualifica regionale. Il profilo è nato con il DPCM 9 febbraio 2018 e oggi è regolato dall’Accordo Stato-Regioni del 7 ottobre 2021, recepito con il DPCM 9 marzo 2022. Come riassume la Regione Friuli Venezia Giulia, dopo l’entrata in vigore del decreto “non è più possibile assumere nel ruolo di ASO un’assistente non qualificata”. Chi è qualificato deve fare un aggiornamento di almeno 10 ore l’anno. Nello schema l’ASO risponde al clinico con cui lavora per la poltrona e al referente ASO o all’office manager per turni e organizzazione. Mansioni e percorso sono nella guida all’assistente alla poltrona; le regole dell’aggiornamento in quella sull’aggiornamento ASO obbligatorio.

Segreteria e accoglienza

Gestisce telefono, agenda, conferme, accettazione, pagamenti e spesso i richiami. Non è un ruolo clinico: la segretaria non assiste in poltrona, l’ASO sì. Nello studio piccolo una persona fa tutto; nello studio medio la segreteria diventa una piccola squadra con un riferimento. Mansioni e competenze sono nella guida alla segretaria di studio dentistico.

Office manager e clinic manager

L’office manager si occupa di amministrazione, persone, fornitori e numeri. Il clinic manager coordina i flussi clinici: poltrone, professionisti, piani di cura, materiali. Nello studio medio di solito c’è una sola figura che fa un po’ di tutte e due le cose; nel poliambulatorio i ruoli si separano. La differenza è spiegata nella guida a dental office manager e clinic manager. Chi deve assumere questo ruolo, o farlo crescere dentro lo studio, trova la formazione nel corso Dental Office Manager di DentalFAN.

L’odontotecnico: fuori dal perimetro

L’odontotecnico non fa parte del team clinico. È un’arte ausiliaria disciplinata dal R.D. 1334/1928: costruisce il dispositivo su misura sulle impronte e sulla prescrizione dell’odontoiatra e non può eseguire alcuna manovra in bocca al paziente. La CAO nazionale lo ha ribadito nella nota del 9 giugno 2026. Anche il CCNL Studi professionali esclude i laboratori odontotecnici dall’area odontoiatrica. Nello schema il laboratorio sta fuori dal riquadro dello studio, collegato agli odontoiatri.

Le funzioni esterne

Commercialista, consulente del lavoro, RSPP e medico competente, responsabile della protezione dei dati se nominato, fornitori informatici. Non sono nell’organigramma interno, ma ognuno deve avere un referente nello studio. Gli obblighi su DVR e sicurezza sono nella guida alla sicurezza nello studio dentistico.

Organigramma tipo: studio piccolo, medio e grande

Lo schema cambia con il numero di poltrone e di professionisti. Le figure richieste dalla legge restano; quelle organizzative si aggiungono man mano che lo studio cresce. Le tre versioni qui sotto sono una base di partenza, da adattare.

Studio piccolo: una o due poltrone, un titolare

  • Titolare, che di solito è anche direttore sanitario, al centro.
  • ASO e segreteria rispondono direttamente a lui.
  • Igienista a giornate, collegato al titolare per gli aspetti clinici.
  • Esterni: laboratorio, commercialista, consulente del lavoro, RSPP.

Il rischio tipico: tutto passa dal titolare. Il primo passo è dare a una persona (spesso la segreteria) la responsabilità scritta di agenda e conferme, e a un’ASO quella di sterilizzazione e magazzino.

Studio medio: tre-cinque poltrone, più professionisti

  • Titolare e direttore sanitario (a volte la stessa persona).
  • Odontoiatri collaboratori e igienisti che rispondono al direttore sanitario.
  • Un referente ASO che organizza turni e sostituzioni delle assistenti.
  • Una segreteria di due o più persone, con una segreteria senior o un office manager che coordina il front office.

Qui il titolare smette di gestire turni, ferie e ordini. Se continua a farlo, lo studio smette di crescere.

Studio grande, poliambulatorio o più sedi

  • Direttore sanitario distinto dal titolare.
  • Clinic manager per i flussi clinici: poltrone, professionisti, piani di cura.
  • Office manager per amministrazione, personale e fornitori.
  • Responsabili di area: accoglienza, sterilizzazione, magazzino.
  • Con più sedi, alcune funzioni diventano centrali: amministrazione, personale, marketing.

Rifare lo schema di uno studio che cresce è il lavoro della gestione dello studio dentistico di DentalFAN, che parte da ruoli, responsabilità e coordinamento tra clinici, ASO e segreteria.

Come si costruisce l’organigramma dello studio in 5 passi?

  1. Elenca le attività ricorrenti per area: clinica, accoglienza, amministrazione, sterilizzazione e magazzino. Tutte, anche quelle piccole (chi cambia il toner, chi controlla le scadenze dei farmaci).
  2. Assegna un responsabile e un sostituto a ogni attività.
  3. Disegna lo schema per ruoli, non per nomi.
  4. Scrivi il mansionario di una pagina per ogni ruolo.
  5. Condividilo con il team e rivedilo a ogni ingresso o uscita, e comunque una volta l’anno.

Gli errori più comuni: copiare lo schema di un altro studio, nominare un responsabile senza dargli autorità sulle decisioni, scrivere il ruolo sulla persona invece che sulla funzione.

Se prima di disegnare lo schema vuoi uno sguardo esterno su ruoli e carichi di lavoro, puoi partire da una giornata di analisi in studio. Un consulente osserva il lavoro del team e ti indica le priorità.

Quale contratto si applica al personale dello studio dentistico?

Nello stesso studio convivono tre tipi di rapporto: dipendenti (ASO, segreteria, a volte igienista e office manager), liberi professionisti (collaboratori odontoiatri, spesso igienisti) e fornitori esterni (laboratorio, commercialista, consulente del lavoro, RSPP). Per i dipendenti il contratto pensato per questo settore è il CCNL per i dipendenti degli studi e delle attività professionali.

Il CCNL Studi professionali

Il CCNL Studi professionali è stato firmato il 16 febbraio 2024 da Confprofessioni con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e vale fino al 15 febbraio 2027. Ha un’area medico-sanitaria e odontoiatrica che comprende gli studi di medici dentisti e odontoiatri, e un allegato dedicato al profilo del collaboratore di studio odontoiatrico. Esistono anche altri contratti nazionali per il settore: la scelta va fatta con il consulente del lavoro, perché incide su livelli, minimi e regole per tutto il personale.

Tabella dei minimi CCNL Studi professionali 2025-2026

Il CCNL inquadra ogni profilo in un livello. Questi sono i minimi tabellari mensili lordi di tutti i livelli nelle ultime due tranche del rinnovo 2024. Si pagano per 14 mensilità e non comprendono scatti di anzianità, superminimi e altri elementi della retribuzione.

Livello Minimo dal 01/10/2025 Minimo dal 01/12/2026
Quadri 2.408,53 € 2.436,76 €
I 2.131,39 € 2.156,38 €
II 1.856,50 € 1.878,26 €
III S 1.722,01 € 1.742,20 €
III 1.706,37 € 1.726,37 €
IV S 1.654,70 € 1.674,10 €
IV 1.595,42 € 1.614,12 €
V 1.484,78 € 1.502,19 €

Fonte: tabelle retributive CCNL Studi professionali, Confprofessioni. Per i livelli I, II e III S il contratto aggiunge al minimo un elemento nazionale di allineamento contrattuale, che non è compreso nella tabella.

Un esempio illustrativo: al IV livello, con 14 mensilità, i soli minimi in vigore dal 1° ottobre 2025 fanno 22.335,88 euro lordi l’anno. Con un part time al 50% il minimo mensile scende a 797,71 euro, perché si riproporziona sulle ore lavorate.

A quale livello va ciascuna figura dello studio lo stabilisce la classificazione del personale del contratto, in base al profilo e all’anzianità: va verificato con il consulente del lavoro al momento dell’assunzione. Per la segreteria, per esempio, si va dal IV livello (segretario d’ordine, addetto all’accettazione) al II (segretario di direzione). Il dettaglio sulle retribuzioni delle singole figure è negli articoli dedicati alla segretaria, all’office manager e all’assistente alla poltrona.

Collaboratori a partita IVA

Odontoiatri e igienisti liberi professionisti lavorano con un accordo scritto: giorni, compenso, uso delle strutture, responsabilità. Attenzione al caso in cui il collaboratore lavora con orari fissi, direttive puntuali e senza autonomia organizzativa: è la situazione in cui il rapporto rischia di essere considerato subordinato. Il contratto va scritto e verificato con il consulente del lavoro.

Fornitori esterni

Il laboratorio odontotecnico lavora su prescrizione e consegna il dispositivo su misura con la documentazione prevista. Commercialista e consulente del lavoro hanno un incarico scritto. Nessuno di loro entra nell’organigramma interno.

Queste informazioni sono un quadro generale: per il tuo studio la scelta del contratto e dell’inquadramento va fatta con il consulente del lavoro.

Turnover: quanto costa perdere una persona e come trattenere il team

Il turnover dello studio si misura, e ha un costo che il titolare di solito non conta perché non compare in nessuna fattura.

Come calcolare il turnover dello studio

La formula più semplice: persone uscite nell’anno / organico medio dell’anno × 100. Un esempio illustrativo: uno studio con 8 dipendenti in media, da cui nell’anno escono 2 persone, ha un turnover del 25%. Una persona su quattro va sostituita ogni anno.

Il turnover dei dipendenti è un fenomeno ampio anche fuori dagli studi. Secondo il Rapporto annuale sulle comunicazioni obbligatorie 2025 del Ministero del Lavoro, nel 2024 in Italia le cessazioni richieste dal lavoratore sono state 2.215.570, il 17,4% di tutte le cessazioni. Il rapporto non dà un dato specifico per gli studi odontoiatrici: per questo conviene misurare il proprio, e inserirlo tra i KPI dello studio dentistico.

Quanto costa sostituire un’ASO o una segretaria

Il costo non è solo lo stipendio della nuova persona. Mettilo in fila:

  • tempo per la ricerca e i colloqui, spesso del titolare;
  • settimane di affiancamento, con due persone pagate per un ruolo;
  • formazione obbligatoria e sui protocolli dello studio;
  • errori dei primi mesi: appuntamenti sbagliati, materiali ordinati due volte, pazienti non richiamati;
  • pazienti che non trovano più il volto che conoscevano in segreteria o in poltrona.

I segnali da guardare

Assenze brevi e ripetute, ritardi, conflitti tra poltrona e segreteria, persone che coprono ruoli non loro da mesi, nessun sostituto pronto per le ferie. Di solito arrivano prima delle dimissioni.

Cinque leve per trattenere le persone

  1. Un ruolo scritto e riconosciuto: organigramma e mansionario, così ognuno sa cosa ci si aspetta da lui.
  2. Un inserimento in 30-60-90 giorni con un tutor: il primo mese in affiancamento, il secondo in autonomia graduale, il terzo con una verifica e gli obiettivi dei mesi successivi.
  3. Una riunione breve e periodica in cui i problemi organizzativi si risolvono prima di diventare conflitti.
  4. Formazione e crescita: l’aggiornamento annuale per le ASO, con il corso di aggiornamento ASO, e un percorso verso il coordinamento per chi ha le capacità. L’offerta completa è nei corsi di formazione odontoiatrica di DentalFAN; se il team ha esigenze specifiche c’è la formazione personalizzata per studi dentistici.
  5. Una retribuzione coerente con il CCNL e con il mercato della tua zona.

Chi coordina il team è la persona che più incide sul turnover, ed è lei che tiene vivo l’organigramma nel tempo. Per formarla c’è il percorso per diventare office manager di DentalFAN, con un modulo sul coordinamento del team. Se vuoi rivedere ruoli e organico del tuo studio con un esterno, scrivici.

Domande frequenti

Quali sono i ruoli in uno studio dentistico?

Le figure cliniche sono odontoiatri (titolare e collaboratori), igienisti dentali e assistenti di studio odontoiatrico. Il direttore sanitario è richiesto in base alla forma giuridica e alla normativa regionale. Le figure organizzative sono segreteria, office manager e clinic manager. Laboratorio odontotecnico, commercialista, consulente del lavoro e RSPP sono esterni.

Quali sono i livelli di un ASO?

L’inquadramento dipende dal contratto applicato. Nel CCNL Studi professionali di Confprofessioni il livello si stabilisce in base al profilo e all’anzianità previsti dalla classificazione del personale dell’area odontoiatrica; va verificato con il consulente del lavoro al momento dell’assunzione. Mansioni e percorso dell’ASO sono nella guida all’assistente alla poltrona.

Quanto guadagna un direttore sanitario di uno studio dentistico?

Non c’è una cifra standard: il compenso dipende dalla forma giuridica dello studio, dalla dimensione della struttura, dalle ore dedicate e dal fatto che il direttore sanitario sia anche il titolare o un professionista esterno. Requisiti, compiti e responsabilità sono spiegati nella guida al direttore sanitario dello studio dentistico.

Quale contratto si applica ai dipendenti di uno studio dentistico?

Un riferimento è il CCNL per i dipendenti degli studi e delle attività professionali, firmato il 16 febbraio 2024 da Confprofessioni con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che ha un’area medico-sanitaria e odontoiatrica. Esistono altri contratti per il settore: la scelta va fatta con il consulente del lavoro.

Lo studio piccolo ha bisogno di un organigramma?

Sì, anzi è dove serve di più. Nello studio con poche persone i ruoli si sovrappongono, le sostituzioni per ferie e malattia si improvvisano e tutto passa dal titolare. Uno schema di una pagina, con un responsabile e un sostituto per ogni attività e un mansionario breve per ruolo, basta a eliminare buona parte di questi problemi.

L’odontotecnico fa parte del personale dello studio?

No. L’odontotecnico è un’arte ausiliaria che costruisce il dispositivo su misura sulla prescrizione dell’odontoiatra e non può eseguire manovre in bocca al paziente, come ha ribadito la CAO nazionale nel giugno 2026. Il laboratorio è un fornitore esterno: nello schema sta fuori dal perimetro dello studio, collegato agli odontoiatri.

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Daniela Agosta Del Forte

Daniela Agosta Del Forte

Co-titolare e fondatrice di DentalFAN. Segue la comunicazione degli studi odontoiatrici, dalla progettazione grafica del logo ai social media, per rendere ogni studio riconoscibile e accogliente agli occhi dei pazienti.

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