Aggiornamento ASO obbligatorio: 10 ore l’anno, scadenza, esenzioni e rischi per lo studio

Autore: Daniela Agosta Del Forte

Sì, l’aggiornamento ASO è obbligatorio: almeno 10 ore all’anno, da completare entro il 31 dicembre, a partire dall’anno successivo a quello della qualifica. Lo stabilisce l’articolo 2 dell’Accordo Stato-Regioni del 7 ottobre 2021, recepito con il DPCM 9 marzo 2022, che oggi è il testo di riferimento al posto del DPCM del 2018.

L’obbligo riguarda l’assistente di studio odontoiatrico, ma interessa anche il titolare che la fa lavorare. Articolo aggiornato a ottobre 2026.

Cos’è l’aggiornamento ASO obbligatorio e da dove nasce?

L’assistente di studio odontoiatrico è un operatore di interesse sanitario. Non è una professione sanitaria come l’igienista, ma ha un profilo definito a livello nazionale, con un corso di qualifica e un obbligo di formazione continua. L’aggiornamento obbligatorio è quella formazione continua: almeno 10 ore all’anno su contenuti legati all’attività dell’ASO.

Per una visione completa del profilo, dalla qualifica allo stipendio, c’è l’articolo sull’assistente alla poltrona.

Dal DPCM 9 febbraio 2018 al DPCM 9 marzo 2022

Molti siti citano ancora il DPCM del 9 febbraio 2018 come norma in vigore. Il profilo dell’ASO è nato lì, ma dal 2022 il testo di riferimento è un altro.

I passaggi sono questi:

  • l’Accordo Stato-Regioni del 23 novembre 2017 crea il profilo dell’ASO;
  • il DPCM 9 febbraio 2018 lo recepisce, è pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2018 ed entra in vigore il 21 aprile 2018;
  • l’Accordo Stato-Regioni del 7 ottobre 2021 riscrive il profilo e sostituisce l’Accordo del 2017, facendone salvi gli effetti (articolo 14);
  • il DPCM 9 marzo 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 maggio 2022, recepisce l’Accordo del 2021.

Oggi l’obbligo delle 10 ore si legge all’articolo 2, commi 3, 4 e 5, dell’Accordo del 2021.

Chi deve fare le 10 ore di aggiornamento ASO?

L’articolo 2, comma 3, indica due gruppi di destinatari: chi ha l’attestato di qualifica di ASO e i lavoratori esentati dal corso di qualifica in base all’articolo 11. L’obbligo è legato alla qualifica, non al contratto di lavoro. Gli enti di formazione indicano che riguarda anche chi in questo momento non lavora e vuole mantenere la possibilità di farlo come ASO. La norma non lo dice in modo esplicito, ma è la lettura prudente.

Esentati non vuol dire esonerati

È l’equivoco più diffuso. L’articolo 11 esenta dal corso di qualifica da 700 ore chi aveva svolto almeno 36 mesi di attività come assistente alla poltrona, anche non continuativi. Il periodo di riferimento sono i dieci anni prima dell’entrata in vigore del DPCM 2018. L’esenzione riguarda il corso, non l’aggiornamento: gli esentati sono nominati espressamente tra chi deve fare le 10 ore ogni anno.

Per loro c’era anche una scadenza particolare: la prima annualità andava completata entro 12 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Accordo. In Piemonte la DGR 19-7190 del 12 luglio 2023 ha indicato quel termine nel 18 maggio 2023.

Chi non è tenuto

Non devono fare l’aggiornamento ASO le figure dello studio che non sono ASO: la segretaria di studio dentistico, l’office manager, il personale amministrativo. L’igienista dentale è una professione sanitaria con un proprio regime di formazione, diverso da questo.

Cosa deve chiedere il titolare all’assunzione. L’attestato di qualifica ASO oppure la documentazione che prova l’esenzione. Per gli esentati, l’articolo 11 prevede che la documentazione sia acquisita dal datore di lavoro e resti in studio, senza essere trasmessa a enti pubblici. A questo si aggiungono gli attestati di aggiornamento degli anni precedenti.

Quante ore, entro quando e cosa vale per il 2026

L’obbligo è di almeno 10 ore per ogni anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Decorre dall’anno successivo a quello in cui si è ottenuta la qualifica: chi si è qualificata a giugno 2025 deve completare le prime 10 ore entro il 31 dicembre 2026. Per tutte le ASO già in regola, il 2026 si chiude il 31 dicembre 2026.

Cosa conta nelle 10 ore

Le ore devono riguardare contenuti specifici dell’attività di ASO. La Regione Piemonte, nella DGR 19-7190 del 12 luglio 2023, esclude in modo esplicito la formazione obbligatoria sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) dal monte ore dell’aggiornamento. Molti studi pensano di aver coperto l’obbligo con il corso sicurezza: in Piemonte di sicuro non è così, e nelle altre regioni conviene ragionare allo stesso modo. Gli obblighi di sicurezza sono un capitolo a parte, che trattiamo nell’articolo sulla sicurezza nello studio dentistico.

Vale la formazione a distanza?

Dipende dalla regione. Il Piemonte ammette la formazione a distanza per il totale delle 10 ore. Veneto (DGR 1566/2022) e Lazio (DGR 453/2022) non disciplinano questo punto per l’aggiornamento. La regola prudente: chiedere all’ente un attestato che richiami l’articolo 2, comma 3, dell’Accordo 2021 e verificare cosa dice la delibera della propria regione.

Si possono fare più ore e riportarle all’anno dopo?

No: la norma parla di almeno 10 ore per ogni anno e non prevede che le ore in più passino all’anno successivo.

Cosa dice la norma, cosa dicono le regioni, cosa dicono gli enti

Sull’aggiornamento ASO circolano tre tipi di regole, spesso mescolate. Quello che non trovi nella norma nazionale non è un obbligo nazionale: è una regola regionale oppure un’affermazione commerciale.

Tema Norma nazionale (Accordo 2021, DPCM 2022) Delibere regionali verificate Affermazioni frequenti online
Ore e periodo almeno 10 ore l’anno, dall’anno successivo alla qualifica confermano confermano
Chi può erogare non lo specifica Piemonte: agenzie formative accreditate e associazioni di categoria. Veneto: organismi accreditati, aziende sanitarie, associazioni di categoria, società scientifiche, Ordini non uniformi
Autorizzazione dei corsi non la prevede Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta: nessuna autorizzazione regionale preventiva non uniformi
Formazione a distanza non la disciplina Piemonte: ammessa per tutte le ore “valida al 100% in tutte le regioni”, senza fonte
Verifica finale non la prevede Veneto: momento valutativo finale non uniformi
Copia dell’attestato al datore di lavoro non la prevede Piemonte e Veneto: sì non uniformi
Conservazione non la prevede Piemonte: registri conservati 5 anni dall’ente che eroga il corso “l’ASO deve conservare l’attestato 5 anni”
Sanzioni nessuna sanzione specifica nessuna nelle delibere lette multe e sospensione dell’autorizzazione, senza fonte

Fonti: Accordo Stato-Regioni 7/10/2021 (Rep. Atti 199/CSR); DGR Piemonte 19-7190/2023; DGR Veneto 1566/2022; DGR Valle d’Aosta 155/2023.

Se lavori in una regione diversa da quelle in tabella, cerca la delibera con cui la tua regione ha recepito l’Accordo del 2021. È lì che trovi chi può erogare i corsi e con quali regole.

Cosa succede se l’ASO non fa l’aggiornamento: sanzioni e rischi reali

Né l’Accordo del 2021 né il DPCM del 2022 prevedono sanzioni specifiche per il mancato aggiornamento, e nemmeno le delibere regionali di Piemonte, Veneto, Lazio e Valle d’Aosta ne aggiungono. Le multe e le “sospensioni dell’autorizzazione sanitaria” che si leggono su molti siti non citano alcuna norma.

Questo non vuol dire che saltare l’aggiornamento sia senza conseguenze.

Per l’ASO

La norma non disciplina la decadenza della qualifica, quindi la qualifica non si perde in modo automatico. Ma senza attestati di aggiornamento la posizione non è in regola con l’obbligo dell’articolo 2: un datore di lavoro può chiedere di mettersi in pari prima di assumere, oppure scegliere un’altra candidata.

Per lo studio

Lo studio dentistico deve rispettare i requisiti di personale previsti dall’autorizzazione sanitaria della propria regione. Un’ASO senza la documentazione in ordine è un punto debole in qualunque verifica sul personale, anche se nessuna norma nazionale indica una sanzione dedicata. Il modo più semplice per non porsi il problema è avere ogni anno gli attestati in archivio.

E se ha saltato un anno?

La norma non prevede recuperi. La cosa corretta è completare subito le ore dell’anno in corso, tenere traccia della situazione e non accettare attestati retrodatati: un attestato con date false è un problema molto più serio di un anno mancante.

Come si documenta l’aggiornamento ASO nello studio?

Per lo studio bastano un controllo all’assunzione, un archivio annuale e un promemoria a settembre. Conviene affidarli a una persona precisa, indicata nell’organigramma dello studio dentistico.

In pratica:

  • all’assunzione chiedi l’attestato di qualifica o la documentazione dell’esenzione, più gli attestati di aggiornamento degli anni precedenti;
  • ogni anno archivia l’attestato rilasciato dall’ente, con ore, contenuti e richiamo all’articolo 2, comma 3, dell’Accordo 2021;
  • tieni un fascicolo per ogni ASO, diviso per anno;
  • a settembre controlla chi non ha ancora chiuso le 10 ore e pianifica quelle mancanti entro il 31 dicembre.

Chi paga il corso? La norma non lo dice. Molti studi lo pagano comunque, perché è un modo concreto di investire sulle persone del team. Chi vuole costruire un percorso su misura per il proprio staff trova spunti nell’articolo sulla formazione personalizzata per studi dentistici.

Pianificare le 10 ore senza fermare l’agenda

Dieci ore concentrate a dicembre, quando l’agenda è piena e le ASO sono in ferie a turno, sono il modo peggiore di gestire l’obbligo. Meglio dividerle nell’anno, in due o tre momenti, decidendo prima chi va e quando, così che la poltrona resti coperta.

E conviene scegliere i contenuti con un criterio: non ore da timbrare, ma argomenti che servono allo studio, come l’accoglienza del paziente, la comunicazione alla poltrona, la gestione dell’agenda e dei tempi. Così le 10 ore diventano formazione utile anche per il titolare.

Per organizzare le ore del tuo team puoi partire dal corso di aggiornamento ASO di DentalFAN. Per l’ASO che vuole crescere verso un ruolo di coordinamento c’è invece il corso Dental Office Manager, che è un percorso diverso e non sostituisce le 10 ore annuali.

Domande frequenti

Il corso di aggiornamento ASO è obbligatorio?

Sì. L’Accordo Stato-Regioni del 7 ottobre 2021, recepito con il DPCM 9 marzo 2022, obbliga chi ha la qualifica di ASO e chi è stato esentato dal corso a fare almeno 10 ore di aggiornamento ogni anno. Il periodo va dal 1° gennaio al 31 dicembre e l’obbligo parte dall’anno successivo a quello della qualifica.

Da quando sono obbligatori gli aggiornamenti ASO?

L’obbligo esiste dal DPCM 9 febbraio 2018, entrato in vigore il 21 aprile 2018, che ha creato il profilo dell’ASO. Oggi è disciplinato dall’articolo 2 dell’Accordo Stato-Regioni del 7 ottobre 2021, recepito con il DPCM 9 marzo 2022. Per ogni ASO l’obbligo parte dall’anno successivo a quello in cui ha ottenuto la qualifica.

Cosa succede se non faccio l’aggiornamento ASO?

La norma nazionale non prevede sanzioni specifiche e non disciplina la perdita della qualifica. Senza attestati, però, la tua posizione non è in regola con l’obbligo e un datore di lavoro può chiederti di metterti in pari prima di assumerti. Le ore saltate non si recuperano: completa subito quelle dell’anno in corso e conserva gli attestati.

Quali aggiornamenti ASO valgono per il 2026?

Valgono 10 ore su contenuti specifici dell’attività di ASO, completate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, con un attestato dell’ente che indichi ore, contenuti e richiamo all’articolo 2, comma 3, dell’Accordo 2021. Controlla cosa prevede la tua regione su chi può erogare i corsi e sulla formazione a distanza.

Chi è esentato dalla qualifica deve fare l’aggiornamento?

Sì. L’esenzione dell’articolo 11 riguarda solo il corso di qualifica da 700 ore, per chi aveva almeno 36 mesi di attività come assistente alla poltrona negli ultimi dieci anni prima del DPCM 2018. Gli esentati sono nominati espressamente tra chi deve fare almeno 10 ore di aggiornamento ogni anno.

Le ore di formazione sulla sicurezza valgono per le 10 ore?

In Piemonte no: la DGR 19-7190 del 2023 esclude in modo esplicito la formazione sulla sicurezza prevista dal D.Lgs. 81/08. Le 10 ore devono riguardare contenuti specifici dell’attività di ASO. Nelle altre regioni conviene seguire lo stesso criterio e tenere separati i due obblighi.

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Daniela Agosta Del Forte

Daniela Agosta Del Forte

Co-titolare e fondatrice di DentalFAN. Segue la comunicazione degli studi odontoiatrici, dalla progettazione grafica del logo ai social media, per rendere ogni studio riconoscibile e accogliente agli occhi dei pazienti.

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