DVR nello studio dentistico: obblighi del titolare, scadenze e checklist della sicurezza

Autore: Daniela Agosta Del Forte

Il DVR dello studio dentistico è obbligatorio dal momento in cui nello studio lavora qualcuno oltre a te: un’ASO dipendente, una segretaria, un’igienista assunta, un tirocinante, un socio lavoratore. Chi lavora davvero da solo non deve redigere il documento di valutazione dei rischi, ma resta responsabile della radioprotezione e dei rifiuti sanitari. La valutazione dei rischi, insieme alla nomina dell’RSPP, è un obbligo che il titolare non può delegare.

Cos’è il DVR dello studio dentistico e chi deve farlo?

Il DVR (documento di valutazione dei rischi) è il documento in cui il titolare, come datore di lavoro, mette per iscritto quali rischi corrono le persone che lavorano nello studio. Indica anche le misure prese per ridurli e cosa intende migliorare. Lo prevedono gli articoli 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008, il testo unico sulla sicurezza. La valutazione si fa con l’RSPP e, se nominato, con il medico competente, dopo aver consultato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

L’articolo 17 dice una cosa che molti titolari scoprono tardi: la valutazione dei rischi e la nomina dell’RSPP sono obblighi che il datore di lavoro non può delegare. Puoi farti aiutare da un consulente, puoi affidare la parte operativa a qualcuno del team, ma la firma e la responsabilità restano tue.

Lo studio senza dipendenti: quando il DVR non serve

Se nello studio lavori solo tu, non sei datore di lavoro di nessuno e il DVR non è dovuto. L’esonero però si ferma lì. Se hai un apparecchio radiologico ne sei l’esercente, con gli obblighi del D.Lgs. 101/2020. E produci rifiuti sanitari pericolosi, con contratti, registri e formulari da tenere in ordine. Ne parliamo più sotto.

L’esonero finisce il giorno in cui entra la prima persona con un rapporto di lavoro o equiparato. Spesso succede con una ASO assunta a tempo parziale “per provare”: anche in quel caso il DVR va fatto.

Chi conta come lavoratore nello studio

Contano i dipendenti (ASO, segretaria, igienista assunta), i tirocinanti e i soci che lavorano nello studio. L’Ordine dei Medici di Firenze, nella sua pagina sulla valutazione del rischio, cita espressamente anche i collaboratori equiparati ai lavoratori tra chi deve ricevere la formazione. Il caso più discusso è il collaboratore odontoiatra o igienista a partita IVA: la risposta dipende da come è organizzato il rapporto (orari, attrezzature, direttive), e va decisa con l’RSPP prima di chiudere il DVR, non dopo un controllo. Se hai dubbi su chi rientra nel team, l’articolo sull’assistente alla poltrona spiega mansioni e inquadramento della figura più presente negli studi.

DVR e DUVRI: la differenza

Il DVR riguarda i rischi del tuo studio per i tuoi lavoratori. Il DUVRI riguarda i rischi da interferenza quando nello studio lavorano ditte esterne: l’impresa di pulizie, il tecnico che fa la manutenzione del riunito o del compressore. Nello studio piccolo il DUVRI si gestisce di solito con il fornitore, ma va previsto.

Cosa deve contenere il DVR e quando va aggiornato?

Il DVR non è un modulo da archiviare. Deve contenere almeno:

  • la valutazione di tutti i rischi presenti nello studio, con i criteri usati;
  • le misure di prevenzione e protezione adottate e i dispositivi di protezione;
  • il programma delle misure per migliorare nel tempo la sicurezza;
  • le procedure per attuarle e chi se ne occupa;
  • i nomi di RSPP, RLS e medico competente, se nominato;
  • le mansioni che espongono a rischi specifici e che richiedono formazione e addestramento.

La data certa

Il documento deve avere una data che nessuno possa contestare. Il modello per studi odontoiatrici pubblicato dalla CAO di Salerno indica due strade: le firme del datore di lavoro, dell’RSPP, dell’RLS o RLST e del medico competente, se c’è; oppure una procedura che dia data certa. L’Ordine dei Medici di Firenze ne elenca tre: la PEC inviata a se stessi, la raccomandata indirizzata allo studio, la timbratura del documento all’ufficio postale. Il DVR va poi conservato nello studio.

Quando aggiornarlo: la regola dei 30 giorni

L’articolo 29, comma 3, chiede di rielaborare subito la valutazione quando cambiano in modo significativo l’organizzazione del lavoro o le attività, dopo un infortunio significativo o quando la sorveglianza sanitaria lo rende necessario. Il documento aggiornato va chiuso entro 30 giorni dall’evento.

Nello studio dentistico le “modifiche significative” sono concrete. Qualche esempio:

  • assumi una nuova ASO o una seconda segretaria;
  • installi una CBCT o un nuovo apparecchio radiografico;
  • apri una nuova sala operativa o sposti la sterilizzazione in un altro locale;
  • introduci un nuovo disinfettante o un nuovo materiale con una scheda di sicurezza diversa;
  • una dipendente comunica di essere in gravidanza.

L’errore più frequente è un DVR fermo all’apertura dello studio, con un organico e delle attrezzature che non esistono più.

Le procedure standardizzate e il fac simile

Per il DVR esistono modelli pubblici da compilare. Gli studi fino a 10 lavoratori possono usare le procedure standardizzate del decreto interministeriale del 30 novembre 2012, il riferimento per studi medici e odontoiatrici di quella dimensione dal 1° giugno 2013. La CAO di Salerno ha pubblicato un fac simile pensato per studi odontoiatrici da 1 a 10 dipendenti; l’ATS di Bergamo ha pubblicato un esempio compilato per uno studio medico.

Prima di usarli, sappi due cose. Sono documenti di oltre dieci anni fa e citano norme poi sostituite, per esempio sulla radioprotezione e sull’antincendio. E un modello compilato con i nomi giusti ma senza i rischi reali del tuo studio non è una valutazione: il DVR deve descrivere le tue sale, le tue attrezzature, le tue mansioni. Il modello va usato come traccia, non copiato.

Si può redigere il DVR da soli?

Sì. Il DVR lo elabora il titolare, che può farsi affiancare da un RSPP esterno o da un consulente della sicurezza. Molti titolari scelgono la strada mista: struttura e valutazioni tecniche dall’RSPP, dati sull’organizzazione (mansioni, orari, attrezzature, prodotti in uso) raccolti in studio. È la parte che l’office manager può preparare.

Le figure della sicurezza nello studio

RSPP

Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione collabora alla valutazione dei rischi e segue le misure di sicurezza. Lo nomini tu. Nelle realtà piccole il titolare può svolgere direttamente il ruolo, ma solo dopo aver frequentato il corso previsto e tenendolo aggiornato; altrimenti deve nominare un RSPP esterno. Le durate dei corsi sono state riscritte dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025: chiedi all’ente formatore quale percorso si applica al tuo studio.

Medico competente e sorveglianza sanitaria

Il medico competente va nominato quando la valutazione individua rischi per cui la legge prevede la sorveglianza sanitaria. In uno studio dentistico il candidato più evidente è il rischio biologico, a volte quello chimico. Non dare per scontato né l’obbligo né l’esonero: lo stabilisce la valutazione dei rischi, che deve dirlo in modo motivato.

RLS o RLST

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza lo eleggono i lavoratori, non il titolare. Il suo nome va indicato nel DVR e la nomina va comunicata all’INAIL. Se i lavoratori non eleggono nessuno, conserva il verbale di mancata elezione: in quel caso si fa riferimento al rappresentante territoriale (RLST).

Addetti al primo soccorso e all’antincendio

Il titolare designa chi interviene in caso di emergenza. Nello studio piccolo può essere il titolare stesso, dopo il corso; nell’esempio dell’ATS di Bergamo la stessa dipendente è addetta al primo soccorso, all’antincendio ed è anche RLS. Per l’antincendio, il D.M. 2 settembre 2021 prevede un aggiornamento ogni 5 anni, come ricorda il Comando dei Vigili del Fuoco di Torino.

Cosa può fare l’office manager

La responsabilità resta al titolare, la gestione quotidiana no. L’office manager o la segretaria possono tenere lo scadenzario della sicurezza, raccogliere e archiviare gli attestati, ricordare le visite mediche e le verifiche degli impianti, conservare contratti e registri dei rifiuti. Non possono firmare la valutazione né nominare RSPP o medico competente. Dove si colloca questa funzione nel team lo spiega l’articolo sull’organigramma dello studio dentistico; gestione di agenda, flussi e coordinamento del team sono moduli del corso Dental Office Manager. Se lo studio ha un direttore sanitario diverso dal titolare, i suoi compiti sono descritti nell’articolo sul direttore sanitario dello studio dentistico.

La formazione obbligatoria di titolare e team

Per la sicurezza sul lavoro i corsi obbligatori sono pochi:

Chi Quale formazione Aggiornamento
Tutti i lavoratori (ASO, segreteria, igienisti dipendenti) Formazione generale e specifica sui rischi della mansione Periodico, secondo l’Accordo Stato-Regioni 2025
Titolare datore di lavoro Corso per datore di lavoro; corso RSPP se svolge direttamente il ruolo Periodico, secondo l’Accordo Stato-Regioni 2025
Addetti antincendio Corso secondo il D.M. 2 settembre 2021 Ogni 5 anni
Addetti primo soccorso Corso di primo soccorso aziendale Periodico, secondo la normativa sul primo soccorso
RLS Corso per rappresentante dei lavoratori Periodico

La formazione dei lavoratori è anche la voce su cui la sanzione è più facile da calcolare, perché si moltiplica per il numero di persone coinvolte (lo vediamo più avanti).

Un chiarimento che evita molte confusioni: le 10 ore annue di aggiornamento professionale delle ASO sono un obbligo diverso, legato alla qualifica e non al D.Lgs. 81/2008. Trovi i dettagli nell’articolo sull’aggiornamento ASO obbligatorio e nella pagina del corso di aggiornamento ASO.

I rischi specifici da valutare in uno studio dentistico

Un DVR odontoiatrico serio parte dalle stanze e dalle mansioni, non da un elenco astratto. Queste sono le famiglie di rischio che devono comparire.

Rischio biologico e ferite da taglio e punta

È il rischio caratteristico dello studio: aerosol, sangue, saliva, strumenti taglienti. La valutazione deve dire come proteggi chi lavora: dispositivi di protezione individuale, contenitori per taglienti vicino a ogni postazione, procedura da seguire dopo una puntura o un taglio, indicazioni sulle vaccinazioni. Il tema delle infezioni dei pazienti è un’altra cosa e riguarda il rischio clinico e contenzioso.

Rischio chimico

Disinfettanti, sterilizzanti, materiali da impronta, cementi, resine. Per ogni prodotto serve la scheda di sicurezza aggiornata, e la valutazione deve dire chi lo usa, come e con quali protezioni. Ogni volta che cambi prodotto per la disinfezione delle superfici, controlla che la scheda nuova non cambi la valutazione.

Ergonomia, stress e lavoratrici in gravidanza

Posture prolungate alla poltrona, movimenti ripetuti, ritmi dell’agenda. Il DVR deve considerare anche lo stress lavoro correlato e le condizioni particolari, come la gravidanza di una dipendente: in quel caso la valutazione va ripresa per quella mansione.

Impianti, attrezzature e locali

Impianto elettrico dei locali ad uso medico, compressore, autoclave, elettromedicali: per ognuno servono manutenzione e verifiche, con documenti conservati. I requisiti strutturali dei locali dipendono invece dall’autorizzazione sanitaria dello studio dentistico. Se lo studio è in un seminterrato o ha un impianto idrico con accumuli, chiedi all’RSPP se vanno valutati anche radon e legionella.

Radioprotezione: cosa chiede il D.Lgs. 101/2020 al titolare

La radioprotezione segue un decreto diverso dal testo unico sulla sicurezza, il D.Lgs. 101/2020. La CAO nazionale, nella nota del 17 ottobre 2022 sulla radiodiagnostica complementare, ha chiarito alcuni punti che riguardano ogni studio:

  • l’odontoiatra può essere considerato esercente, oltre che responsabile dell’impiego delle apparecchiature (art. 7 del D.Lgs. 101/2020);
  • le attività radiodiagnostiche complementari si svolgono nell’ambito della propria attività professionale; non si possono eseguire esami per conto di altri professionisti né refertarli (art. 159, comma 13);
  • nessuna normativa impone autorizzazioni specifiche per installare apparecchi radiodiagnostici negli studi odontoiatrici;
  • gli studi si avvalgono dell’esperto di radioprotezione e dello specialista in fisica medica per la valutazione della dose al paziente nel programma di garanzia della qualità.

Chi nomina l’esperto di radioprotezione? Il titolare dello studio proprietario dell’apparecchio. Lo ha ribadito la FNOMCeO in un parere del 15 maggio 2024, riportato da Quotidiano Sanità: il collaboratore che esegue radiografie non nomina un proprio esperto, ma deve avere la relazione dell’esperto incaricato dallo studio in cui lavora.

Tutto questo vale anche per chi lavora da solo. Se nello studio c’è un radiografico, l’esenzione dal DVR non ti esonera dalla radioprotezione.

Rifiuti sanitari: contratti, registri e RENTRI

Lo studio dentistico produce rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, regolati dal DPR 254/2003, oltre ad altri rifiuti speciali. Anche qui il titolare è responsabile come produttore, con o senza dipendenti. Gli elementi da tenere sotto controllo sono:

  • il contratto con una ditta autorizzata al trasporto e allo smaltimento;
  • il deposito temporaneo in contenitori dedicati, con tempi di ritiro coerenti con la quantità prodotta;
  • il formulario di identificazione del rifiuto (FIR) per ogni ritiro;
  • il registro di carico e scarico, quando dovuto.

Il RENTRI, il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, ha cambiato la parte documentale. Dal 13 febbraio 2026 il formulario si gestisce in formato digitale, come indicato sul portale RENTRI. Verifica con la ditta che ritira i tuoi rifiuti se lo studio è già iscritto e chi compila il formulario digitale.

Cosa rischia il titolare senza DVR o formazione?

Le sanzioni del D.Lgs. 81/2008 sono state rivalutate di recente. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota del 30 ottobre 2023, ha spiegato che la rivalutazione è del 15,9%. Vale per le violazioni commesse dal 6 ottobre 2023, data di pubblicazione del decreto direttoriale n. 111 del 20 settembre 2023.

La stessa nota riporta gli importi aggiornati per la mancata formazione dei lavoratori (art. 37, commi 1, 7, 9 e 10). Gli importi crescono con il numero di lavoratori coinvolti:

Lavoratori coinvolti nella violazione Ammenda dal 6 ottobre 2023
Fino a 5 da 1.709,49 a 7.407,80 euro
Più di 5 (importi raddoppiati) da 3.418,98 a 14.815,59 euro
Più di 10 (importi triplicati) da 5.128,47 a 22.223,39 euro

Per la radioprotezione, la nota INL si riserva di dare indicazioni dopo ulteriori chiarimenti del Ministero: la rivalutazione su quelle sanzioni non era ancora applicata.

Il conto vero, però, non è solo la sanzione. Un DVR assente o vecchio pesa soprattutto dopo un infortunio: è il primo documento che viene chiesto per capire se il rischio era stato valutato.

La checklist della sicurezza dello studio

Questa checklist è un aiuto organizzativo e non sostituisce la valutazione dell’RSPP. Mettila nello scadenzario dello studio e aggiungi tu la colonna con la prossima scadenza.

Adempimento Riferimento Chi se ne occupa Quando Documento da conservare
Valutazione dei rischi e DVR D.Lgs. 81/2008, artt. 17, 28, 29 Titolare con RSPP Prima del primo lavoratore; rielaborazione entro 30 giorni da modifiche significative DVR con data certa
Nomina RSPP D.Lgs. 81/2008, art. 17 Titolare Alla prima assunzione e a ogni cambio Lettera di nomina o attestato del titolare RSPP
Elezione RLS o ricorso al RLST D.Lgs. 81/2008 Lavoratori; comunicazione a cura del titolare Alla costituzione e a ogni cambio Verbale di elezione o di mancata elezione, comunicazione INAIL
Medico competente Esito della valutazione dei rischi Titolare Se la valutazione prevede sorveglianza sanitaria Nomina, giudizi di idoneità
Formazione dei lavoratori D.Lgs. 81/2008, art. 37; Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 Titolare; office manager per le scadenze All’assunzione, al cambio di mansione, aggiornamenti periodici Attestati
Addetti antincendio D.M. 2 settembre 2021 Titolare Corso iniziale, aggiornamento ogni 5 anni Attestati, designazione
Addetti primo soccorso e cassetta Normativa sul primo soccorso aziendale Titolare Corso iniziale e aggiornamenti; controllo periodico della cassetta Attestati, designazione
Esperto di radioprotezione D.Lgs. 101/2020 Titolare esercente Alla installazione e secondo le verifiche indicate dall’esperto Nomina, relazioni, verifiche
Manutenzione impianti ed elettromedicali Istruzioni del fabbricante e norme tecniche Office manager con i fornitori Secondo il piano di manutenzione Rapporti di verifica
Rifiuti sanitari DPR 254/2003; RENTRI Titolare; segreteria per i formulari A ogni ritiro Contratto, FIR digitale, registri
DUVRI con ditte esterne D.Lgs. 81/2008 Titolare con il fornitore A ogni nuovo contratto di servizio in studio DUVRI firmato
Segnaletica di sicurezza DVR Office manager Alla prima installazione e a ogni modifica dei locali Planimetria con vie di esodo

Una checklist funziona se ha un responsabile. Il nostro consiglio: affidala a una persona della segreteria o all’office manager, con un controllo mensile delle scadenze e una revisione con il titolare due volte l’anno. Come inserire questi controlli nei protocolli dello studio è spiegato nell’articolo sull’organizzazione dello studio dentistico.

Governare la sicurezza senza rincorrere le scadenze fa parte del lavoro del dentista imprenditore, come agenda, ruoli e protocolli. DentalFAN ci lavora con il servizio di gestione dello studio dentistico, perché ognuno nel team sappia cosa fare e quando. Se vuoi impostare lo scadenzario della sicurezza o chiarire chi se ne occupa, scrivici.

Domande frequenti

Chi fa il DVR?

Il DVR lo elabora il titolare dello studio, come datore di lavoro, insieme all’RSPP e al medico competente se nominato, dopo aver consultato l’RLS. È un obbligo che l’articolo 17 del D.Lgs. 81/2008 non permette di delegare: il titolare può farsi aiutare da un consulente esterno, ma la responsabilità del documento e della valutazione resta sua.

Quando il DVR non è obbligatorio?

Quando nello studio non c’è nessun lavoratore: il titolare che lavora da solo, senza dipendenti, tirocinanti o soci lavoratori, non è datore di lavoro e non deve redigere il DVR. Restano però gli obblighi di radioprotezione, se c’è un apparecchio radiologico, e quelli sui rifiuti sanitari pericolosi, che riguardano il titolare in quanto esercente e produttore.

Si può redigere il DVR da soli?

Sì, il titolare può elaborare il DVR personalmente. Fino a 10 lavoratori può usare le procedure standardizzate del decreto interministeriale del 30 novembre 2012. Il documento però deve descrivere i rischi reali dello studio, con locali, attrezzature e mansioni effettive. Molti titolari si fanno affiancare da un RSPP esterno per la parte tecnica e raccolgono in studio i dati organizzativi.

Che differenza c’è tra DVR e DUVRI?

Il DVR valuta i rischi a cui sono esposti i lavoratori dello studio. Il DUVRI valuta i rischi da interferenza quando nello studio lavorano ditte esterne, per esempio l’impresa di pulizie o il tecnico che fa la manutenzione del riunito. Il DUVRI si prepara con il fornitore e va aggiornato a ogni nuovo contratto di servizio svolto nei locali dello studio.

Cosa costa fare un DVR?

Dipende da come lo fai. Se lo elabori tu con le procedure standardizzate, il costo è soprattutto il tempo. Se ti affidi a un RSPP esterno o a un consulente, il prezzo cambia con il numero di lavoratori, le attrezzature e la presenza di radiologia. Conta anche il servizio incluso: solo documento o anche aggiornamenti, formazione e sopralluoghi. Chiedi sempre cosa comprende l’aggiornamento entro 30 giorni.

Il collaboratore a partita IVA conta come lavoratore?

Dipende da come è organizzato il rapporto. Se il collaboratore lavora con orari, attrezzature e indicazioni dello studio, può essere equiparato a un lavoratore ai fini della sicurezza, con formazione e valutazione dei rischi della sua mansione. Il caso va deciso con l’RSPP e scritto nel DVR. Per la radioprotezione, il collaboratore non nomina un proprio esperto ma usa la relazione dello studio.

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Daniela Agosta Del Forte

Daniela Agosta Del Forte

Co-titolare e fondatrice di DentalFAN. Segue la comunicazione degli studi odontoiatrici, dalla progettazione grafica del logo ai social media, per rendere ogni studio riconoscibile e accogliente agli occhi dei pazienti.

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